Proprio nel giorno in cui l’attenzione mediatica è monopolizzata dall’imminente accensione della fiaccola olimpica, Milano gioca d’anticipo sul suo futuro post-2026. Questa mattina, 25 gennaio, è stato ufficialmente inaugurato il cantiere di Scalo Farini, il ‘buco nero’ ferroviario di 600.000 metri quadri che diventerà il nuovo polmone verde della città. Una cerimonia sobria ma dal peso specifico enorme: con questo atto, il baricentro dello sviluppo immobiliare si sposta decisamente a Nord, chiudendo l’ultimo grande tassello della rigenerazione urbana iniziata vent’anni fa con Porta Nuova.
Il Sindaco, presente al taglio del nastro insieme ai vertici di Ferrovie dello Stato, ha definito l’operazione “la risposta di Milano al cambiamento climatico e alla domanda di spazi pubblici di qualità”, sottolineando come Farini non sarà un quartiere dormitorio, ma un nuovo centro pulsante.
1. Il Progetto: Un bosco climatico e l’Accademia di Brera
Il masterplan definitivo, svelato oggi nei dettagli, conferma le aspettative più ambiziose: il 65% dell’area sarà destinata a verde, configurandosi come un vero e proprio ‘Climate Adaptive Park’ capace di raffrescare l’intera zona Nord. Ma la vera ‘killer application’ del progetto è il nuovo Campus delle Arti, che ospiterà i laboratori e le nuove aule dell’Accademia di Brera.
- L’indotto culturale: L’arrivo previsto di 3.000 studenti internazionali promette di replicare il ‘modello Isola’ su vasta scala, creando una domanda costante di servizi, ristorazione e cultura.
- Architettura iconica: Confermata la costruzione di due torri residenziali ‘green’ all’ingresso di Via Valtellina, firmate da archistar internazionali, che diventeranno la nuova porta d’accesso al quartiere.
2. Effetto ‘Farini’: Lancetti è la nuova Isola?
Il mercato non ha atteso le ruspe per reagire. I dati diffusi oggi dalle agenzie del territorio mostrano una frenesia d’acquisto senza precedenti nelle zone limitrofe al futuro parco. Se Isola è ormai satura con prezzi oltre i 10.000 €/mq, la domanda si è riversata su Via Lancetti, Via Valtellina e il quartiere Dergano. Qui, i prezzi delle case da ristrutturare sono balzati del +22% rispetto a gennaio 2025.
Il parere del broker:
“C’è una vera e propria caccia al ‘rudere’ industriale. Loft e vecchi laboratori vengono acquistati a scatola chiusa. Chi compra oggi a 5.800 €/mq scommette di rivendere a 9.000 €/mq nel 2029, a parco ultimato. È l’ultimo vero treno per la plusvalenza a doppia cifra rimasto in città.”
3. Il nodo mobilità: Lancetti diventa la nuova Porta Garibaldi?
Un aspetto cruciale, spesso sottovalutato, è quello infrastrutturale. Il progetto prevede il potenziamento della stazione del Passante Ferroviario di Lancetti, che verrà integrata nel parco e trasformata in un hub intermodale. Con la futura Circle Line metropolitana che utilizzerà l’anello ferroviario, vivere a Farini significherà essere a 5 minuti da CityLife e a 10 minuti da Linate, senza passare dal centro.
Questo sta attirando non solo investitori residenziali, ma anche grandi gruppi corporate che cercano sedi operative ‘smart’ fuori dalla congestione della Cerchia dei Bastioni, contribuendo a diversificare il tessuto economico della zona.
4. La polemica: Il rischio ‘Eco-Gentrification’
Non mancano le voci fuori dal coro. Durante l’inaugurazione, un comitato di residenti storici di zona Dergano ha protestato contro il rischio di espulsione degli abitanti a basso reddito. Il timore è che l’arrivo del parco e delle residenze di lusso green trasformi il quartiere in un’enclave esclusiva, cancellando il tessuto artigianale e popolare che ancora resiste.
Il Comune ha promesso una quota di housing sociale del 30% e spazi calmierati per le botteghe storiche, ma i comitati chiedono garanzie scritte e vincolanti, temendo che l’effetto ‘vetrina’ finisca per trasformare anche questa zona in un distretto per soli ricchi.
Conclusione: La Milano del 2030 prende forma oggi
Con l’avvio di Farini, Milano completa il suo asse di rigenerazione. Se Porta Romana è il presente olimpico e San Siro la scommessa sportiva, Scalo Farini rappresenta la visione a lungo termine: una città che scommette sul verde e sulla cultura per sostenere valori immobiliari ormai tra i più alti d’Europa. La sfida dei prossimi anni sarà dimostrare che questa crescita non lascerà indietro nessuno.


