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Milano: crollano le quotazioni dell’usato non riqualificato

Il mercato immobiliare milanese si sveglia nel 2026 con una frattura sempre più netta. Se il nuovo continua a tirare, il comparto dell’usato da ristrutturare vive la crisi più profonda degli ultimi dieci anni. L’ultimo report di settore evidenzia come la cosiddetta Direttiva Green europea stia influenzando le scelte d’acquisto molto più dei tassi d’interesse.

Il ‘Brown Discount’ colpisce Milano

Gli operatori lo chiamano Brown Discount: la svalutazione degli asset immobiliari altamente inquinanti. A Milano, un appartamento in Classe G o F oggi viene trattato con uno sconto medio del 20-25% rispetto a tre anni fa. “Le famiglie hanno paura dei costi di ristrutturazione e delle incertezze normative”, spiega il presidente dell’Ordine degli Agenti Immobiliari. “Oggi chi compra a Milano vuole il ‘chiavi in mano’ o immobili recenti (post-2010), temendo che i costi per adeguare un vecchio stabile anni ’60 siano insostenibili”.

Invenduto in aumento nelle zone semicentrali

Il fenomeno è visibile soprattutto nelle zone residenziali semi-centrali come Città Studi o Bande Nere. Qui, gli appartamenti signorili ma vetusti rimangono sul mercato per una media di 7-8 mesi, contro i 3 mesi del 2024. Al contrario, gli immobili in Classe A e B vedono una guerra di offerte, con prezzi che in alcune nicchie superano i 7.000 euro al mq anche fuori dalla Cerchia dei Bastioni.

L’impatto sui condomini

A pesare è anche la paralisi dei lavori condominiali. Dopo la fine del Superbonus, molti condomini milanesi faticano a deliberare lavori di efficientamento energetico, rendendo le singole unità immobiliari meno attrattive per investitori e giovani coppie, che preferiscono spostarsi verso quartieri di nuova edificazione come Cascina Merlata o Santa Giulia.